venerdì 1 marzo 2024

Il viaggio del grano: dal campo alla tavola

Il viaggio del nostro pregiato grano antico Russello, a partire dalla semina fino ad arrivare al piatto in tavola. 
Abbiamo pensato di rappresentare i vari step della produzione di pasta integrale come facciamo normalmente per il nostro uso familiare.


1. Il primo step, inevitabilmente, è la preparazione alla semina del terreno (sito nella campagna modicana) e fatta nel momento più adatto, perché la terra possa accogliere il seme nel modo migliore possibile.


2. Il prossimo step, naturalmente, è la semina della varietà Russello (uno dei grani antichi più pregiati) coltivato senza utilizzo di prodotti chimici.


3. Quando il frumento è maturo, viene mietuto e trebbiato nello stesso tempo. Questo, nella nostra terra di Sicilia (definita un tempo il granaio dell'impero romano) avviene alla fine di giugno, in modo naturale e senza l'aggiunta di alcun additivo chimico per accelerarne la maturazione, come nei paesi in cui territori e clima non sono vocati per la coltivazione del grano.

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4. Dal frumento si parte ora per la trasformazione dello stesso in farina. Il primo passo è la pulizia manuale del frumento, togliendo le impurità: piccole scaglie di paglia o altri semini finiti in mezzo al frumento per caso.


5. Una volta pulito il frumento, si passa alla molitura dello stesso nel piccolo mulino casalingo in faggio e con macine in ceramica


6. A questo punto la farina ottenuta, viene setacciata per eliminare la crusca più grossolana.


7. Ora abbiamo ottenuto la farina pronta da utilizzare in tante ricette: dal pane integrale in cocotte o in forno normale


alle focacce rustiche o la pasta integrale fatta in casa


8. La pasta integrale fatta in casa ora va posta ad una semi-asciugatura (se troppo asciutta si sgretola in cottura) il tempo di essicazione dipende dalla stagione. Si possono realizzare tagliatelle, spaghetti, rigatoni, ditalini ecc.


9. Quando il tasso di umidità si presenta ragionevolmente 
basso e la pasta non è completamente asciutta, allora è pronta per essere consumata oppure surgelata nelle porzioni desiderate pronte da buttare in pentola. Per chi possiede congelatori capienti, può conservare in contenitori più o meno grandi dai quali prelevare la quantità desiderata.


10. Infine, dopo più o meno 7 min. di cottura, ecco il piatto pronto di "Ditalini integrali con fave e piselli verdi", un filo d'olio e, se gradito, una spolverata di caciocavallo grattugiato.




domenica 15 agosto 2021

Inquinamento: i governi lo impogono ma la colpa è dei cittadini

Quando si prendono discorsi sull'inquinamento e sull'intenzione di de-popolamento che certi poteri oscuri vorrebbero realizzare sul pianeta, alcuni dicono: "Soluzioni, date soluzioni, non limitatevi a criticare". In realtà soluzioni ce ne sono tante, solo che i poteri occulti le hanno ben nascoste. Ad esempio: 

1) Energia libera non inquinante e a costo zero con le torri di Tesla (da 100 anni si conoscono). E cosa hanno fatto? Gli hanno sequestrato gli appunti e i progetti e hanno nascosto tutto. Forse perché c'era chi si faceva le ricchezze col carbone e col petrolio? Chi lo sa. Oggi incentivano (quasi impongono) le auto elettriche, quando dobbiamo comprare a caro prezzo l'energia nucleare francese. Dov'è la convenienza? Mentre ormai lo sanno tutti che ci sono le macchine ad idrogeno: costo mantenimento 0, inquinamento 0. Ma no, noi dobbiamo comprare le auto elettriche più inquinanti e costose di quelle che abbiamo.

2) Ridurre al minimo le plastiche eliminando l'usa e getta e promuovere il riutilizzo. E invece con questa farsa degli ultimi 2 anni hanno peggiorato la situazione riguardo l'inquinamento del pianeta: ulteriori smaltimenti di mascherine anti respiro, tamponi invadenti e farlocchi, visiere da saldatore che la gente indossa anche al mare, siringhe per vaccini inutili (dal momento che chi si vaccina infetta lo stesso) frutta e verdura tutta plastificata e in contenitori di polistirolo che fanno alti volumi di spazzatura. Che intelligenti questi governi che impongono sempre più plastica e accusano i cittadini di inquinamento.

3) Gli elettrodomestici e l'elettronica in generale perché produrle con l'obsolescenza programmata? La garanzia dura 2 anni? Il terzo anno l'elettrodomestico si rompe e bisogna comprarne uno nuovo, mentre quello vecchio va ad intasare sempre più le discariche. Perché non usare materiali migliori e far durare gli elettrodomestici anche 20 anni? Quanto meno spreco e quanti rifiuti in meno. 

4) Poi, dovremmo educare noi stessi, i figli e gli altri ad evitare gli sprechi, soprattutto non sprecare acqua e cibo. E inoltre, dovremmo imparare a dare importanza solo all'essenziale per la vita, evitando il superfluo, gli oggetti inutili, gli abiti in più e anche altro che ora non mi viene in mente. Il problema è che il cittadino non ci arriva o non comincia mai da solo, però i governi avrebbero potuto incentivare comportamenti responsabili nei cittadini. E invece? I governi sono i primi spreconi, basti pensare ai banchi di plastica a rotelle, scomodi e inutili, e con in più il problema di smaltire i classici banchi ancora buoni.

E' una vergogna...

E poi parlano di ecologia e di salvare il pianeta. Ma se promuovono tutto l'opposto! Se i governi l'avessero voluto, i cittadini l'avrebbero fatto. Invece, i governi hanno incentivato l'usa e getta, l'inquinamento e lo spreco; e ora vogliono dare la colpa ai cittadini... che ipocriti e vigliacchi che sono!!! E magari oggi vogliono proporre la schiavitù a punti, come in Cina, che non c'entra nulla con la responsabilizzazione e il rispetto dei cittadini. 

Sempre più vergogna.

sabato 1 agosto 2020

Devotion: la creatività di D&G e il genio di Tornatore in piazza a Siracusa

“Devotion” è un’ode al sentimento di assoluta devozione di Domenico Dolce e Stefano Gabbana e all’universo unico di saperi ed emozioni racchiuso nelle loro creazioni.

Dopo l’anteprima del 18 luglio al teatro antico di Taormina “Devotion” arriva a Siracusa. E’ il lungometraggio diretto da Giuseppe Tornatore, con musiche inedite di Ennio Morricone, attraverso il quale gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana raccontano la passione per la “loro” Sicilia in quel processo intimo, magico e misterioso alla base dell’atto creativo.

Siracusa è la prima di 5 selezionate piazze siciliane in cui verrà proiettato il film, in un progetto di promozione artistica e culturale di ampio respiro dove anche folclore ed enogastronomia hanno il loro spazio. Tutto sotto la direzione creativa di Dolce&Gabbana e il patrocinio della Regione Siciliana.

Il progetto itinerante dopo Siracusa (1° agosto) toccherà Caltagirone (5 agosto), Castellammare del Golfo (8 agosto), Palermo (12 agosto) e Polizzi Generosa (16 agosto). 
Gli affascinanti scorci senza tempo del centro di Ortigia, con le sue splendide architetture barocche e il candore della pietra bianca, faranno da sfondo alla tappa di Siracusa di questo progetto speciale itinerante dedicato a cinema, tradizioni e sapori siciliani.

Per i sapori siciliani non potevano mancare i nostri prodotti lattiero-caseari e cioè i 5 prestigiosi DOP: 
Ragusano DOP, Pecorino siciliano DOP, Piacentinu Ennese DOP, Vastedda del Belice DOP, Provola dei Nebrodi.
L'esposizione è stata curata dal Distretto Lattiero-Caseario e dal CorFiLaC

mercoledì 20 maggio 2020

Colpo di grazia al Pianeta Terra

E' una battaglia contro i mulini a vento. Lo sforzo di tutte le istituzioni e le persone sensibili che cercano di contenere lo sfregio dell'inquinamento al pianeta, con questi provvedimenti, i governi di tutto il mondo lo hanno vanificato e oltraggiato all'inverosimile. 
Si doveva andare nella direzione di eliminare quanto più possibile "l'usa e getta" e promuovere la differenziata, il riciclo, la durata e il riutilizzo nel tempo degli oggetti di uso quotidiano e degli elettrodomestici (anziché l'obsolescenza programmata) e invece cosa hanno fatto? 
La strage dell'opposto. 
Si doveva andare verso l'utilizzo dell'energia rinnovabile e invece? La ostacolano e la nascondono. 
E' come se coloro che muovono e tirano i fili dei governi del pianeta non vivessero su questa terra. 
Perché non esiste una logica in tutto questo. 
La gente era pronta a scommettersi, e con l'aiuto di governi sensibili e autorevoli si sarebbe potuto andare in direzione del rispetto della natura, eliminando l'usa e getta e il superfluo. E invece? I governi, manipolati o meno, stanno portando avanti scelte scellerate in tutti i campi e settori.
La scusa di un virus non può assolutamente giustificare tutta questa accelerazione in direzione dell'inquinamento della terra e di tutto il resto: questo va contro il Pianeta e l'Umanità che lo abita. 








E comunque importante che ognuno, nel suo spazio vitale, continui la sua azione di rispetto nei confronti del pianeta, la coscienza individuale non deve arrendersi. 

Link utili:
Plastica: la rovina di nostra madre terra

Portare i propri contenitori al supermercato per banco pesce e gastronomia. In Francia è ora possibile

domenica 10 maggio 2020

Formaggi DOP siciliani

Piccolo viaggio all’interno dei consorzi del Piacentinu ennese, del Pecorino Siciliano, della Vastedda del Belìce e del Ragusano.

Fonte:
Piacentinu ennese, Pecorino, Vastedda e Ragusano. Una piccola guida dei consorzi che li producono, per scoprire le loro peculiarità e mettere in risalto le grandi e reali potenzialità che possono esprimere nel mercato della gastronomia tipica siciliana.

IL RAGUSANO DOP
Il Ragusano DOP è forse il formaggio tipico siciliano più rinomato. Storicamente chiamato caciocavallo ragusano (in siciliano Cosacavaddu), questa eccellenza casearia, nel 1955, è stata riconosciuta quale prodotto tipico e nel 1995 ha ottenuto la denominazione di origine. L'anno successivo, ha acquisito il riconoscimento comunitario della DOP.

Questo caratteristico formaggio di latte intero crudo vaccino a pasta filata, dall’inconfondibile forma di parallelepipedo, essendo tra i formaggi più conosciuti è anche quello più "imitato". Infatti, l'utilizzo che alcuni produttori caseari fanno di latte proveniente dai paesi dell'Est è uno dei problemi che il Consorzio per la tutela del Formaggio "Ragusano DOP" affronta con maggiore determinazione.

IL PIACENTINU ENNESE
In Sicilia attualmente a produrlo sono soltanto in dieci. Negli anni scorsi la produzione si è attestata intorno ai 18 mila chili per un totale di poco superiore alle 4.000 forme, con una media di circa quattro chili ciascuna. Quantitativo puntulamente esaurito prima della fine dell’anno, nonostante le richieste dei rivenditori.

Il Piacentinu ennese Dop, il formaggio fatto con latte intero di pecora, a pasta dura, che si contraddistingue per il colore giallastro dato alla presenza di zafferano, piace, si vende bene in Sicilia ma anche sul territorio nazionale e, da qualche tempo, si è ben collocato anche su alcuni mercati stranieri.

Negli anni scorsi nel Consorzio sono entrati quattro nuovi soci, tutti giovani tra i 26 e i 30 anni che hanno deciso di dedicarsi in maniera professionale all’attività di famiglia facendo aumentare la produzione. [Consorzio del Piacentinu ennese Dop]

IL PECORINO SICILIANO


Il pecorino siciliano Dop è il formaggio più antico prodotto in Sicilia e forse addirittura in Europa.
Negli ultimi anni la quota di produzione di questo formaggio è cresciuta esponenzialmente così come è cresciuta la richiesta. "E  crescerà ancora", dicono dal Consorzio Pecorino Siciliano che attualmente raggruppa diciotto soci che, da disciplinare, allevano, caseificano e stagionano.

Il merito è senz'altro della qualità straordinaria di questo formaggio per il quale: la caseificazione avviene esclusivamente da latte crudo di pecore allevate al pascolo spontaneo; si utilizzano solo metodi tradizionali per la trasformazione del latte; la salatura viene praticata manualmente e la stagionatura in locali ad areazione naturale. Tutto questo rende il pecorino siciliano dop assolutamente unico.

LA VASTEDDA DEL BELÌCE

Negli ultimi anni è cresciuta sempre di più anche la richiesta di Vastedda del Belìce DOP, questo formaggio di pecora a pasta filata, e uno dei pochi rappresentati del genere. Deve il suo nome alla forma che acquisisce dopo la filatura, quando viene sistemato in piatti di ceramica, le "vastedde" appunto, che gli danno il formato finale.

È un prodotto che piace molto e che per la sua versatilità trova grande impiego in cucina. A differenza di altri suoi fratelli nobili come ad esempio il pecorino, che è più da pasto-fine pasto, la vastedda (che è anche un presidio Slow Food) dà il meglio anche in piatti elaborati e sono numerosi gli chef siciliani che la utilizzano nella preparazione delle loro pietanze.
I produttori del Consorzio di tutela della Vastedda della valle del Belìce DOP attualmente sono sette, in un territorio che si estende per le province di Palermo, Agrigento e Trapani.


domenica 1 marzo 2020

Rose di ricotta e prosciutto

Ricetta e Foto tratta dal sito: "ricettedellanonna.net"
Ingredienti
PER LA PASTA
250 gr di farina 00
25 gr di olio di oliva
100 ml di vino bianco secco
3 gr di sale fino

PER IL RIPIENO
300 gr di ricotta
200 gr di prosciutto cotto
1 uovo
sale e pepe

Tempo Preparazione: 60 Minuti - Tempo Cottura: 15 minuti - Dosi: 10 rose Difficoltà: Media

Procedimento
Iniziate preparando la pasta: disponete la farina a fontana con il sale e aggiungete l’olio, impastando brevemente. Unite anche il vino e lavorate a lungo fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.

Stendete la pasta in una sfoglia sottile e tagliatela con la rotella dentellata in strisce larghe 4 cm e lunghe 40.

Preparate ora il ripieno: tritate il prosciutto cotto e amalgamate bene con la ricotta, l'uovo, il sale e pepe.

Disponete sulle strisce di pasta 1/2 cucchiaino di ripieno a intervalli regolari di circa 3 cm.

Ripiegate le strisce di pasta a metà nel senso della lunghezza, creando delle tasche aperte in corrispondenza del ripieno e pizzicando la pasta nella parte senza ripieno. Arrotolate quindi la striscia su se stessa formando delle rose.
Spennellate con acqua ogni tanto la striscia in modo che si attacchi meglio. Sigillate bene l’estremità finale aiutandovi sempre con l'acqua. Spennellate anche la superficie e infornate in forno caldo ventilato a 200 °C per 15 minuti o finché non saranno dorate.

mercoledì 12 febbraio 2020

L’impiego del legno nella stagionatura dei formaggi


Fonte:
L’uso del legno nella stagionatura dei formaggi è una pratica comune nelle produzioni artigianali che seguono metodi tradizionali. Ci sono delle ragioni precise alla base di questa scelta produttiva, al di là del motivo del metodo tradizionale che accompagna molti formaggi e che è accettato anche a livello normativo, soprattutto con i requisiti specifici da disciplinare di produzioni DOP, IGP ed STG. Caseifici e stagionatori impiegano legno per tre aspetti importanti:
  • scambio di umidità tra il legno e il suo ambiente diretto e quindi creazione di un microclima favorevole che promuove lo sviluppo di una flora superficiale del formaggio;
  • cessione di molecole antimicrobiche, come i polifenoli, tra il legno e i prodotti a contatto con esso;
  • microflora presente sulla superficie del legno che svolge una serie di funzioni metaboliche a carico del formaggio.
Da un punto di vista della sicurezza alimentare, il legno può svolgere alcune interessanti funzioni: le proprietà

martedì 4 febbraio 2020

Plastica: la rovina di nostra Madre Terra


Contenitori per ricotta fredda

Contenitore per ricotta calda o fredda


Il Pianeta Terra è allo stremo, sta diventando sempre più sporco sempre più inquinato nell'aria, nel mare e sulla terra. Troppa plastica, troppo spreco. 
Bisogna che ci rendiamo conto che non abbiamo un'altro pianeta; se distruggiamo questo, l'Umanità scomparirà insieme ad esso. 


Contenitori di vetro per Yogurt con vuoto a rendere





Nel mare non si trova più pesce: la pesca selvaggia e l'inquinamento di plastiche e sostanze nocive riversate in esso hanno ucciso tutto il pesce; la maggior parte che arriva sulle nostre tavole è pesce di allevamento. 
Contenitore per ricotta calda o fredda





Contenitore per ricotta calda o fredda
La plastica in se stessa non è il male assoluto, è quella usa e getta che sta travolgendo il pianeta, la plastica di qualità che si riutilizza è meno problematica anche se lo smaltimento è pur sempre difficoltoso. 








La scadente qualità di tutti i prodotti tecnologici, associati alla obsolescenza programmata, i prodotti alimentari in confezioni extra e a breve scadenza, i medicinali con molte più dosi di quelle sufficienti per un ciclo di cure e tanti altri prodotti che vanno riversati costantemente nelle discariche e nel mare stanno uccidendo il pianeta e con esso la vita sulla Terra.





Mediterrae nel suo piccolo vuole iniziare a fare la sua parte, per tale motivo invita le persone maggiormente sensibili al tema, se vogliono, di portare da casa i contenitori per la ricotta: si eviterà così di buttare nella spazzatura fuscelle di plastica per centinaia di Kg. 
Ci vuole solo l'accortezza di ricordare di riporre il contenitore nelle buste della spesa. Certo, l'ideale sarebbe riutilizzare quanto più possibile le nostre borse della spesa, i nostri contenitori per i salumi o per la carne, i sacchetti per la frutta ecc. proprio come si faceva 50 anni fa nelle piccole botteghe di alimentari quando la cattiva filosofia dell'usa e getta non esisteva ancora.
Segue una galleria di idee per una spesa "Salva Gaia".

Contenitore per ricotta calda o fredda

Contenitore per ricotta calda o fredda





Contenitore per ricotta calda o fredda

Contenitori per salumi

Sacchetti per frutta e verdura

venerdì 3 gennaio 2020

Panini dolci ripieni di ricotta e cioccolato

Fonte:
Sito: Cibo 360
Ingredienti:
90 g di zucchero
450 g Farina di frumento
50 g Cioccolato (tavoletta)
25 g Burro
2 Uova 
300 g Ricotta di vacca 
5 g di lievito secco 

Procedimento

1. Amalgamare la ricotta al cioccolato a pezzetti e 60 g di zucchero, riempiendo una formina per ghiaccio e ponendo nel congelatore per un paio d'ore.


2. Sciogliere 30 g di zucchero e lievito secco in 100 g di acqua tiepida ed il burro in una ciotola al microonde a bassa potenza (300 W). Aggiungerli in una ciotola capiente alla farina, sale, tuorli e uno dei due albumi (l'altro servirà a fine ricetta).
Lavorare grossolanamente l'impasto per incorporare tutti gli ingredienti, quindi trasferirsi sul piano da lavoro ed impastare per 5-10 minuti fino a renderlo liscio ed elastico. Coprire con pellicola trasparente e lasciar lievitare per circa un'ora. 

3. Dividere l'impasto in parti uguali (più o meno 8) formando dei dischi, ponendo al centro un cubetto di farcitura alla ricotta estratta dal freezer. 

Richiudere l'impasto su di sé formando una palla, lavorarla con le mani perché sia più sferica possibile. Lasciare lievitare ancora 30 minuti coperti da pellicola. Spennellare i panini con una miscela formata dall'albume rimanente ed acqua in parti uguali e cuocere in forno a 180° per 20 minuti, avendo cura che si colorino omogeneamente. 
Servire spolverizzando con zucchero a velo a piacere. 

domenica 29 dicembre 2019

Modica. Il Ministro Bellanova: “Bisogna rendere attraente l’agricoltura per i giovani”


Fonti: 
Foto e testi reperiti sul Web.

Il Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova in visita al Museo del Cioccolato di Modica per festeggiare insieme al Consorzio di Tutela il Primo Anniversario della IGP Cioccolato di Modica.
Il Ministro Bellanova, accompagnato dal Sindaco di Modica Ignazio Abbate, dal Direttore Generale del Consorzio Nino Scivoletto e dal Presidente della Camera di Commercio del Sud Est Piero Agen, è stata accolta dal Direttore Culturale del Consorzio Grazia Dormiente.
Nel Salone Italia, dedicato al Principe Ranieri III di Monaco, il Direttore del Consorzio insieme al Sindaco hanno quindi fatto dono al Ministro Bellanova di una cartolina commemorativa della sua visita in città, nonché della barretta a Lei dedicata che è stata collocata nella raccolta degli incarti delle personalità.
Il manifesto della visita e l’incarto dedicato al Ministro sono stati realizzati dal grafico del Consorzio Enzo Bosco che ha utilizzato due splendide immagini di Modica realizzate dal fotografo professionista Raffaele Di Rosa.
Subito dopo nella Sala Sciascia il Ministro ha incontrato una rappresentanza dei Maestri cioccolatieri del Consorzio, guidati dal decano Ignazio Iacono, presenti Aldo Puglisi, Peppe Rizza e Daniele Giurdanella.
La delegazione si è quindi recata al Convento del Carmine dove il Consorzio, su incarico del Comune di Modica e della CCIAA del Sudest, ha allestito un padiglione denominato CHOCHRIS, nel quale hanno trovato posto le eccellenze enogastronomiche del Sudest, le stesse che concorrono alla formazione del Distretto del cibo “Etna Val di Noto”.
Qui il Ministro, ha incontrato i referenti dei singoli Consorzi: Ragusano Dop, Olio Monti Iblei, Cerasuolo Di Vittoria, Olio Monte Etna, Vini Etna, Carota Novella di Ispica, Consorzio Fico d’India Etna Dop, Consorzio Avicolo Ibleo, i presidi Slow Food Fava Cottoia e Sesamo di Ispica, le O.P. Fonte Verde e Colle d’Oro, Progetto Natura, nonché il Corfilac.  Il Ministro, nel corso dell’incontro con Enzo Cavallo, Giuseppe Arezzo, Saro Petriglieri e Giorgio Carpenzano (Commissario Corfilac) ha assicurato il suo sostegno al comparto agricolo ed agroalimentare. 
Presenti nel padiglione anche le aziende con le farine e la pasta da grani antichi, Antica Dolceria Rizza e Pagef con il Cioccolato di Modica e i cannoli, l’azienda dei Torroni di Caltanissetta Scancarello, Caffè Morettino, Bibite Polara con l’arancia Rossa IGP, Vini Rudini e Acqua Minerale Santa Maria; incontro conclusivo con la postazione di Enoteca Sotto San Pietro dove ad attendere il Ministro c’era il sommelier Giorgio Solarino che ha illustrato le grappe siciliane fornendo al Ministro dettagliate informazioni sui prodotti in vetrina. Il Ministro Bellanova ha anche incontrato l’artigiana ed esperta in sfilato Siciliano Pina Ragusa Terranova, che ha illustrato al Ministro il suo proposito di istituire dei corsi di formazione per tramandare ai giovani l’antica arte siciliana dei ricami e degli sfilati, donando infine al Ministro un prezioso centrino.
La serata si è conclusa nello stracolmo Auditorium Floridia dove sono intervenuti:
- il Sindaco di Modica, Ignazio Abbate;
- il Direttore del CTCM, Nino Scivoletto che recentemente è stato nominato Presidente del “The Chocolate Way” l’associazione ambasciatrice del cioccolato europeo nel Mondo;
- il Direttore dell’Istituto Poligrafico dello Stato, Stefano Imperatori, che ha spiegato ai presenti cosa è e come funziona il contrassegno digitale sul Cioccolato di Modica IGPA.
A concludere la serata, ovviamente l’intervento del Ministro Bellanova che ha risposto punto per punto a tutte le richieste che le sono state fatte: “Voglio ringraziare i modicani per la splendida accoglienza che mi è stata fatta. Quando il Sindaco mi ha invitato non ci ho pensato due volte ed ho organizzato il viaggio. Da ora in poi verrò ogni mese in Sicilia per visitare i luoghi in prima persona e stare a contatto con la gente. Il mio sogno è quello di riportare i giovani nei campi, ma non solo i figli degli agricoltori o degli allevatori. Io vorrei vedere qualsiasi ragazzo, a prescindere dalla famiglia di provenienza, dedicarsi all’agricoltura. Ma per fare ciò bisogna renderla attraente agli occhi di un ragazzo che deve scegliere il proprio futuro. Dobbiamo inoltre combattere l’invasione dei prodotti esteri di dubbia provenienza o peggio ancora falsificazioni del made in Italy, alzando ancora di più la qualità delle nostre produzioni e promuovendo una massiccia campagna di comunicazione per sensibilizzare sempre di più il consumatore nella scelta di prodotti di qualità”.

Il Ministro Teresa Bellanova è stato insignito dal Sindaco di Modica Abbate e dal Direttore Generale del Consorzio Scivoletto, del riconoscimento della spilla “barretta d’oro”.

venerdì 18 ottobre 2019

Di cinisara o di ragusana? Il caciocavallo siciliano si divide in due scuole di.. bovini

In Sicilia esistono due tipologie di caciocavallo, uno è DOP e un altro è presidio Slow Food. Sono entrambi ottimi aldilà di ogni campanilismo
Fonte:
In Sicilia il cibo è un culto e come di dialetti siciliani ne esistono diversi per inflessioni e varietà pressapoco uno per ogni comune, anche per i cibi ne esistono diverse variabili.

Per il cannolo ad esempio famosi sono quello di Piana degli Albanesi (Pa) e quelli di Dattilo (Tp), per il pane cunsato è famoso quello di Scopello (Tp) ma anche quello di Alfredo sull'isola di Salina (Me), poi c'è anche lo sfincione che nasce a Palermo ma trova la sua espressione migliore a Monreale e ancor meglio a Bagheria.

E su questa scia potremmo scrivere per ore. Qui però vi vorrei parlare del caciocavallo, formaggio tipico siciliano, di cui esistono due scuole di pensiero, o forse sarebbe meglio dire: di bovino. Abbiamo quello palermitano (o di Godrano) e il caciocavallo ragusano DOP (nonché presidio di Slow Food). Questi due prodotti seppur realizzati con tecniche estremamente affini, trovano numerose differenze legate al territorio di origine.

La prima varietà viene prodotta prevalentemente dal latte di vacche di razza cinisara (una eccellenza del territorio), razza autoctona a mantello nero, facente parte del gruppo delle razze italiane podoliche, dotata di spiccata rusticità e longevità, di capacità di utilizzazione di foraggi grossolani e di adattamento alle condizioni estreme di allevamento.

L'allevamento della cinisara si sviluppa prevalentemente in zone marginali di collina e di montagna. La zona tradizionale di produzione del Caciocavallo Palermitano, pur interessando tutta la provincia di Palermo ed alcuni centri della provincia di Trapani, si identifica nei comuni di Cinisi e Godrano.

Il Ragusano DOP, invece viene prodotto nella campagna ragusana sui monti iblei utilizzando il latte di bovini di razza modicana.
La campagna ragusana, disegnata con la pietra calcarea dei

domenica 6 ottobre 2019

Giappone, Sud Africa, Australia: ai World Cheese Awards di Bergamo più 3.800 formaggi

Quella di Bergamo sarà l'edizione dei record: ben 3.804 candidati (10% in più rispetto al 2018) provenienti da 6 continenti e da 42 Paesi, tra cui 845 concorrenti Italiani.

Fonte:
Durante la manifestazione Forme, che si terrà a Bergamo dal 17 al 20 ottobre, oltre a B2Cheese, la fiera internazionale per operatori del settore lattiero caseario, ci sarà un altro evento di rilevanza mondiale: World Cheese Awards, il concorso che premia i formaggi più buoni del mondo, per la prima volta in Italia in 32 anni di storia.

Quella del 2019 è l’edizione dei record, con ben 3.804 candidati (10% in più rispetto al 2018) provenienti da 6 continenti e da 42 Paesi, tra cui 845 concorrenti Italiani.
Tra le curiosità, l’esordio assoluto del Giappone, che si presenta con ben 42 formaggi, e una folta selezione di prodotti messicani. Spazio per i gusti esotici con i formaggi del Sud Africa, con note di cioccolato, caramello e harissa. Interessante anche il formaggio molle di capra muffettato a crosta fiorita dall’Australia, avvolto in foglie di vite.

Dal punto di vista storico, di particolare rilievo è la data di fondazione del caseificio più antico tra gli iscritti al concorso, che risale addirittura al 1225. Il 18 ottobre sarà eletto il vincitore assoluto, mentre il 19 e 20 ottobre sarà possibile conoscere da vicino una selezione ristretta dei formaggi partecipanti, aderendo ai Cheese Tour. Altrettanti motivi per non perdere un’occasione unica per chi ama il formaggi.